Bellaria

Bellaria

Bellaria-Igea Marina è un comune romagnolo della provincia di Rimini. Conta oggi 19 501 abitanti.

Bellaria fu possesso di vari signori tra cui i Malatesta, e si allargò nel corso dei secoli fino a comprendere un borgo di pescatori e, all’inizio del XX secolo, un villaggio per le vacanze costruito in mezzo alla pineta chiamato “Igea”.

Bellaria e Igea Marina erano due frazioni di Rimini: come la maggior parte delle località sulla costa adriatica, ha un passato marinaro basato sull’attività peschereccia e sul mercato ittico. Si è cotituita come comune autonomo nel 1956, accorpando le due frazioni.

Qui, negli anni del passaggio del fronte, molti hanno prestato il loro aiuto ad un nutrito gruppo di ebrei in fuga e tra essi Ezio Giorgetti, il primo italiano riconosciuto Giusto tra le nazioni.

Ezio Giorgetti (Bellaria, 1917-1970), titolare dell’«Hotel Savoia» di Bellaria (RN), e il maresciallo dei CC, Osman Carugno (Capracotta, 1903-1975), salvarono 38 ebrei, la maggior parte dei quali erano di Zagabria ed erano stati internati ad Asolo di Treviso, da dove il 10 settembre 1943, approfittando del caos seguito all’armistizio, erano riusciti a scappare su un camion con il quale raggiunsero Bellaria il 13 successivo.

Per oltre un anno, infatti, fino al 24 settembre 1944, i due costruirono attorno al gruppo di perseguitati una rete di solidarietà che coinvolse molti, tutti consapevoli della «appartenenza alla razza ebraica» del gruppo: il vescovo di Rimini, monsignor Vincenzo Scozzoli, e il suo segretario, monsignor Emilio Pasolini; il signor Giuseppe Rubino di Barletta; Alfredo Giovanetti, il segretario comunale di San Mauro Pascoli (che rilasciò documenti falsi col timbro del comune di Barletta, aiutato dall’incisore riminese Piero Angelini); Virgilio Sacchini, imprenditore e commissario prefettizio di Savignano sul Rubicone; il proprietario della pensione «Esperia» di Igea Marina (dove il gruppo, sceso a 34 membri dopo l’espatrio di una famiglia in Svizzera, si trasferì tra la fine di ottobre e i primi di novembre); Pietro Manuzzi, il fattore dei Torlonia che ospitò il gruppo in fuga da Igea in un casolare in contrada Capanni a San Mauro (FC); Cino Petrucci, proprietario dell’Albergo Italia, dove il gruppo si rifugiò quando il casolare dei Torlonia venne requisito per le difese della Linea Gotica; Giuseppe Olivi, il farmacista di Bellaria che procurava loro le medicine; Giannetto Filippini, macellaio di Bellaria che rifornì di carne il gruppo e lo aiutò a trovare un nuovo rifugio a Pugliano nel Comune di Montecopiolo (PU).

Per tutto quanto da loro fatto, Ezio Giorgetti e Osman Carugno sono stati riconosciuti, rispettivamente nel 1964 e nel1985, «Giusti tra le nazioni» dallo Stato di Israele.