La Seghettina è un piccolo nucleo abitativo del Comune di Bagno di Romagna e sorge su un poggio a circa 700 metri s.l.m., un tempo compreso in quella che era la selva di Ridracoli, proprietà dei Conti Guidi. Nel XV secolo questi territori furono espropriati dalla Repubblica fiorentina e donati all’Opera del Duomo di Firenze (OPA); il nucleo abitativo potrebbe essere sorto con l’obiettivo della difesa dei confini dei possedimenti dell’Opera.

Oggi gli edifici di Seghettina di sopra e Seghettina di sotto (sorta in tempi più recenti) si trovano ai margini dell’invaso di Ridracoli e la località  si raggiunge dal Corniolo; l’ultimo tratto di strada è percorribile solamente a piedi. Seghettina era collegata tramite mulattiere a Ridracoli, Santa Sofia (4 ore di cammino) e S. Piero in Bagno. Mentre S. Sofia si raggiungeva in occasione dei mercati e delle fiere, verso il capoluogo comunale  ci si muoveva per esigenze amministrative (tasse, certificati..).

Gli abitanti della Seghettina erano 21 nel 1815 e crebbero fino a stabilizzarsi attorno al numero di 40 nei primi decenni del Novecento. Nel 1943 risiedevano alla Seghettina 8 famiglie, tra le quali i Rossi, i Beoni, i Milanesi, gli Amadori e i Daveti. Gli abitanti del luogo erano mezzadri e piccoli proprietari che sfruttavano il bosco e si dedicavano all’allevamento, all’agricoltura ed alla caccia. Il livello culturale era quello di una comunità illetterata.

Poiché il rifugio presso il Monastero di Camaldoli non era più sicuro, il gruppo dei generali e soldati inglesi provenienti da Vincigliata fu suddiviso fra le località di Seghettina (8 ufficiali), Strabatenza ed altri poderi e cascine della zona (più di 30 soldati). Presso Seghettina le condizioni di vita erano precarie, poco il cibo a disposizione per gli abitanti e per gli ufficiali, i quali aiutavano i contadini nei lavori dei campi e ricevevano in cambio rifugio e viveri.

I contadini del luogo si dimostrarono generosi e gentili e non tradirono mai i soldati inglesi. Tuttavia, in seguito ad una perquisizione tedesca presso il Monastero di Camaldoli, per non compromettere le famiglie che li ospitavano, i generali furono trasferiti per un pò di tempo in capanne di carbonai nella foresta. I soldati tedeschi che giunsero a Seghettina non trovarono gli ex prigionieri di guerra, ma saccheggiarono le case di Seghettina e fecero 4 ostaggi, poi rilasciati.

Durante il mese di settembre si recarono presso Seghettina il socialista Torquato Nanni, l’ex ufficiale dell’esercito Bruno Vailati ed esponenti dell’ULI (Unione dei lavoratori italiani) tra i quali Giusto Tolloy, Pietro Spada e il repubblicano Tonino Spazzoli. L’intento dei patrioti romagnoli era quello di portare in salvo i generali inglesi e per questo Vailati fu inviato nel Sud Italia con un messaggio di Neame destinato al generale Montgomery e al generale  Alexander, comandante delle forze alleate in Italia. Il biglietto, arrotolato e avvolto in cellophan, fu nascosto in un tubo di crema da barba e a Vailati furono forniti documenti falsi.

Nel 1984 la Provincia di Forlì ha posto a Seghettina una lapide in ricordo della solidarietà manifestata dalla popolazione locale nei confronti dei soldati britannici.

“Queste case di Seghettina accolsero nell'autunno del 1943 un gruppo numeroso di alti ufficiali dell'esercito britannico sfuggiti alle prigioni. Da qui ripresero poi un lungo difficile itinerario che li condusse al quartier generale delle truppe alleate nel sud dell'Italia. Le popolazioni dell'Appennino e della pianura romagnola, anche a rischio della vita, furono con coraggio e con amore al loro fianco per restituirli alla libertà. Ottobre 1984. La Provincia di Forlì".

Famiglie che offrirono ospitalità a ex prigionieri di guerra alleati a Seghettina:

  • Presso la casa di Lorenzo Rossi, responsabile per undici anni della gestione del patrimonio fondiario della Comunità di Camaldoli, vivevano in 14 persone e furono ospitati per cinquanta giorni il maresciallo Owen Tudor Boyd e tre comandanti di brigata britannici, tra cui Styrling e E. J. Todhunter.
  • Davitti Ubaldo ospitò e fornì cibo per venticinque giorni al generale Richard O’ Connor e al brigadiere J. Combe.
  • Anche Rossi Angelo, Giovanni Graziani, Monti Adamo e Luigi Beoni offrirono protezione ai generali inglesi.
  • Presso Farniole di sotto, piccolo podere nel territorio di Ridracoli, Magnani Pasquale offrì ospitalità a due soldati inglesi per circa un mese.